TUTTE LE OPERE – ARTWORKS 2011-20

 
1 Guerriero di Pace delle Dolomiti di Torsten Schùtt RESPIRART 2016 foto eugenio Del Pero p
 
1 – Guerriero di pace delle Dolomiti, Thorsten Schütt *
L’artista di Horsten (Germania), nel 2016, ha creato questa installazione con il legno di larice, il ferro e la dolomia, per tutelare la bellezza del paesaggio dolomitico e le energie positive che qui si sprigionano.
1 – Paceful Dolomites Warrior, ThorstenSchütt
In 2016, this artist from Horsten (Germany) created this installation with larch wood, iron and dolomite, to protect the beauty of the Dolomites landscape and the positive energies that are released here.

respirart 2018 free interpretation by predazzoblog.it-024

2 – Simulacro, Federico Seppi
Nel 2017 l’artista trentino ha installato l’opera, creata con il legno di nocciolo e il rame, per offrire un “fermo immagine” di una goccia di pioggia che scivola tra i rami. Un momento “sacro” che normalmente sfugge alla percezione visiva.
2 – Simulacrum, Federico Seppi
In 2017, the Trentino artist installed the work, created with hazel wood and copper to offer a “still image” of a raindrop slipping through the branches. A “sacred” moment that normally escapes visual perception.

respirart pampeago fiemme 30.7.2016 Foto Mauro Morandini

 
3 – Vedo non vedo, Luca Prosser
L’artista di Volano (Trento), nel 2016, ha realizzato un’installazione con acciaio (corten e inox) che rappresenta lo sguardo lucido, commosso, sulla montagna e sui piccoli incontri di animali selvatici e creature vegetali che a ogni passo generano un sussulto.
3 – Too see or not to see, Luca Prosser
The artist from Volano (Trento), in 2016, created an installation with corten and stainless steel to represent a tearfull, emotional look on the mountain and on the wild animals and plant creatures crossed along the trail that can generate a gasp at every step.

Mediterraneo di Elio Vanzo RESPIRART 2018 p

 
4 – Mediterraneo, Elio Vanzo
Lo scultore e direttore museale di Cavalese ha scolpito con il cirmolo un pastore della Val di Fiemme che dialoga silenziosamente con il suo animale, guardando a sud, dove ebbe inizio la civiltà di cui noi siamo gli epigoni.
4 – Mediterranean, Elio Vanzo
The artist and museum director from Cavalese sculpted a Val di Fiemme shepherd into the stone pine. he silently talks to his animal, looking south, where the civilization – we are the epigones of – began.

Il nodo della strega di Mariano Vasselai RESPIRART

 
5 – Il nodo della strega, Mariano Vasselai
L’artista-professore che si divide fra Milano e la Val di Fiemme (Panchià) ha installato davanti al Monte Cornon un’opera dedicata alla “Strega del Cornon”. Le streghe gettavano in strada una corda pieni di nodi impossibili da slegare. Chi la raccoglieva… doveva correre da loro per farsi togliere il “maleficio”.
5 – Witch’s knot, Mariano Vasselai
The artist and professor who lives both in Milan and in Val di Fiemme installed an artwork in front of Monte Cornon dedicated to the “Cornon’s Witch”. The witches used to throw on the street a rope, full of knots, impossible to be untied. Those who collected the rope had to go to the witches to remove those knots.

Harmonia di Dorora Koziara RESPIRART Val di Fiemme

 
6 – Harmonia, Dorota Koziara
L’installazione dell’artista, designer e architetto, che lavora fra Milano e la Polonia, è sorta nel 2016 con legno e canapa. Raffigura due corpi, schiena contro schiena, protesi alla ricezione dell’energia universale fra le Dolomiti. L’opera invita a sedersi per ammirare le Pale di San Martino o la Pala Santa.
6 – Harmonia, Dorota Koziara
The artist, designer and architect who uses to work between Milan and Poland created the installation in 2016 with wood and hemp. It represents two bodies, back to back, ready to receive the universal energy on the Dolomites. The work invites you to sit down to admire the Pale di San Martino or the Pala Santa landscape.

Valanga di pensieri di Thorsten Schutt Respirart foto Eugenio Del Pero

 
7 – Valanga di bolle di pensieri, Thorsten Schütt 
È l’artista di Horsten a descrivere la cascata di sfere di larice che ha realizzato nel 2012: “Una folla di pensieri mi travolge, quando entro nella fase creativa. Così, ho creato una sfera per ogni pensiero. Qualcuna è dedicata ai visitatori che ho incontrato mentre lavoravo”.
7 – Avalanche of thoughts, Thorsten Schütt
The artist from Horsten describes the cascade of larch spheres he created in 2012: “A crowd of thoughts run over me when I enter the creative phase. So, I created a sphere for every thought. Some of them are dedicated to the visitors I met while working”.

Coversazioni virtuali di Piergiorgio Doliana RespirArt 2017

 
8 – Conversazioni virtuali, Piergiorgio Doliana *
In un mondo interconnesso, dialoghiamo attraverso segni che sostituiscono sguardi e parole. L’artista di Tesero (Trento) nel 2017 ha espresso la sua nostalgia dei dialoghi senza fretta, espressivi e sonori, creando un’installazione con quattro sedie di cirmolo oscillanti.
8 – Virtual conversation, Piergiorgio Doliana * 
In an overconnected world, we talk together through marks that replace looks and words. In 2017, the artist from Tesero (Trento) expressed his beloved longing for unhurried, expressive and sonorous dialogues, creating an installation with four swinging Swiss pine chairs.

Sicurezza di Reinhard Mader

 
9 – Sicurezza, Reinhard Mader
L’artista di Englburg (Germania) nel 2018 ha ancorato alla roccia un moschettone. Lo ha scolpito in un blocco di granito della Foresta bavarese. Secondo Mader, quando le direzioni del vivere sono confuse, si può sempre salire su una vetta per riconnettersi all’immensità.
9 – Security, Reinhard Mader
The artist from Englburg (Germany) in 2018 anchored a carabiner to the rock. He sculpted it in a granite block from the Bavarian Forest. According to Mader, when the directions of life are confused, you can always climb a peak to reconnect yourself to the immensity.

Ouverture Aldo Pallaro installation RespirArt 2015 Latemar Fiemme ph Eugenio Del Pero

 
10 – Ouverture, Aldo Pallaro
Un albero nudo si apre alla volta celeste per ricevere l’energia e le sue trasparenze: aria, acqua, calore e luce. Lui si nutre di ciò che offre l’atmosfera terrestre, con senso di gratitudine. L’artista di Padova lo ha creato nel 2015 con un tronco di larice e lastre d’acciaio.
10 – Ouverture, Aldo Pallaro
A bare tree opens to the celestial vault to receive energy and its transparencies: air, water, heat and light. He feeds on what the earth’s atmosphere offers, with a sense of gratitude. The artist from Padua created it in 2015 with a larch trunk and steel plates.

MIRROW di Martina Pomari RESPIRART 2019 ph Eugenio Del Pero

 
11 – Mirror, Martina Pomari
Invita l’uomo a guardare con gli occhi dell’albero l’installazione creata con betulle scolpite e dipinte. Nel 2019 questa studentessa trentina (Dro) dell’Accademia di Belle Arti di Venezia cha creato qui la sua prima installazione d’arte ambientale.
11 – Mirror, Martina Pomari
The art installation invites all the people to look at the world through the eyes of the tree. It has been created with carved and painted birches in 2019 by this Venice Academy of Fine Arts from Dro (Trentino). It’s has been her very first environmental art installation.

Gordon Dick: SIAMO TUTTI CONNNESSI foto Eugenio Del Pero RESPIRART p

 
12 – Siamo tutti connessi, Gordon Dick
Nel 2014, l’artista nativo del Canada ha portato in Italia la cultura del popolo indigeno Nuu-chah-nulth (significa “Lungo le montagne”), ancora capace di provvedere alla sua sopravvivenza utilizzando solo risorse naturali. L’opera in legno di cedro del Canada invita a gestire le risorse naturali con equilibrio, poiché tutto è connesso.
12 – We all are connected, Gordon Dick
In 2014, the Canadian artist brought the culture of the Nuu-chah-nulth (i.e. “along the Mountains”) native people to Italy, still able to provide themselves just with natural resources. The Canadian cedar wood artwork invites to manage natural resources with balance, since everything is connected.

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13 – Incontri reticolari, Simone Carole Levy 
L’installazione creata nel 2017 dall’artista anglo-svizzera gioca con un intreccio di identità lontane ma connesse. L’opera, realizzata con corde e legno di larice, sembra restituire alla terra ogni azione virtuale. E ci ricorda quanto siamo condizionati dai nostri quotidiani accessi alla Rete.
13 – Network meetings, Simone Carole Levy
The 2017 British-Swiss artist installation plays with a mix of far but connected identities. Created with ropes and larch wood, the artwork seems to return every virtual moves to the earth. And it reminds us how conditioned we are by our daily access to the Net.

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14 – Déodat de Dolomieu, Giovanni Bailoni 
L’artista di Riva del Garda (Trentino) nel 2019 ha dedicato una statua al vulcanologo, mineralista e geologo che ha scoperto la Dolomia. L’opera creata riciclando i tetti di vecchie baite dolomitiche è stata dedicata ai primi 10 anni di Dolomiti UNESCO.
14 – Déodat deDolomieu, Giovanni Bailoni
In 2019, the artist from Riva del Garda (Trentino) dedicated a statue to the volcanologist, mineralologist and geologist who discovered the dolomite. Created by recycling the roofs of old huts, the artwork has been made as a first 10 years of the UNESCO Dolomites celebration.

point-di-stanislaw-brach-jan-jaworski-filip-musial-respirart-2019-foto-di-eugenio-del-pero

 
15 – Point, Stanislaw Brach, Jan Jaworski Brach, Filip Musial
La struttura conica evoca il forno utilizzato per cuocere le sculture di ceramica. Al suo interno, però, non c’è un’opera creata dall’uomo, ma una grande pietra levigata dal tempo, plasmata dalla natura. L’artista polacco e i suoi studenti dell’Accademia d’Arte di Varsavia l’hanno creata nel 2019, con gli abeti rossi sradicati dal vento nel territorio della Magnifica Comunità di Fiemme.
15 – Point, Stanislaw Brach, Jan Jaworski Brach, Filip Musiał
The conical structure evokes the ancient oven used to cook ceramic sculptures. Inside, however, there is not a work handcrafted by a man but a large stone smoothed by time and shaped by nature. In 2019 the Polish artist and his students from the Warsaw Academy of Art created it with spruce trees that have been root out by the wind in the territory of the Magnifica Comunità di Fiemme.

Giampaolo Osele IL GUARDIANO DI EMOZIONI RespirArt foto E. Del Pero

 
16 – Guardiano di emozioni, Giampaolo Osele
L’artista trentino (Lavarone, 1954-2018) ha dato vita nel 2013 a un’installazione con le diverse essenze lignee che ha raccolto durante i suoi viaggi. Raffigura un guardiano che veglia sui visitatori, pronto a captare ogni stato d’animo per restituirlo alla terra.
16 – Guardian of emotions, Giampaolo Osele
This artist from Trentino (Lavarone, 1954-2018) created an installation in 2013 with the different wooden essences that he collected during his travels. It represents a guardian who watches over visitors, ready to capture every mood and return it to the earth.

4 C'era una volta il mare di Giampaolo Osele a RespirArt

 
17 – C’era una volta il mare, Giampaolo Osele
Nel 2016, l’artista trentino (Lavarone, 1954-2018) ha voluto ricordare che il Latemar è emerso dal mare 20-25 milioni d’anni fa. Su una lastra di pietra, dove erano già presenti resti fossili di conchiglie (ammoniti), ha inciso altri molluschi. Le incisioni e i fossili sono evidenziati con il bolo, la terra del vicino Monte Cornon usata un tempo dai pastori.
17 – Once upon a time the sea, Giampaolo Osele
In 2016, the Trentino artist (Lavarone, 1954-2018) wanted to remember that Latemar emerged from the sea 20-25 million years ago. On a stone slab with some fossils of shells (ammonites), he engraved other clams. The engravings and fossils are highlighted with the bolus, a special kind of clay dust of nearby Monte Cornon that has been used by shepherds as well.

foto respirart 2017 predazzoblog lara e debora-232

 
18 – Messa a fuoco sul Latemar, Marco Nones
Un cerchio puntato sul Latemar favorisce la messa a fuoco. Il titolo è anche un gioco di parole dell’artista della Val di Fiemme (Trentino) che ha fondato RespirArt. Visto che l’installazione è creata con legna da ardere la “messa a fuoco” ha un doppio senso.
18 – Focus on Latemar Marco Nones
A circle, pointed on the Latemar helps to focus the view. The artwork – that invites people to admire that wonderful Dolomites’ peak, has been made just with a simple firewood.

Dettaglio di SIMBIOSI di Hannah Streefkerk

 
19 – Simbiosi, Hannah Streefkerk
L’artista svedese ha adagiato ricami di licheni su quattro pini cimbri. “Ci ho messo molti mesi per ricamare e cucire a uncinetto questi licheni – ha raccontato -. È un lavoro lento, in totale simbiosi con i tempi dilatati della natura e con i suoi colori. È tempo speso bene, perché rivela il rapporto di dipendenza fra l’albero e il lichene. Anche noi non possiamo vivere gli uni senza gli altri e non possiamo vivere nemmeno senza gli alberi”.
19 – Symbiosis, Hannah Streefkerk
The Swedish artist has placed lichen embroidery on four swiss pines. “It took me many months to embroider and crochet these lichens”, she said. “It is a slow work, really symbiotic with the extended times of nature and with its colors. It is time well spent, because it shows the relationship of dependence between the tree and the lichen. We cannot live without each other and we cannot live without trees as well”.

29 OTTOBRE 2019 di Terrae RESPIRART 2019 ph Eugenio Del Pero

 
20 – “29 ottobre 2018”, Giuseppe Dondi, Alberto Larcher, Roberto Rossi, Fabio Seppi
Gli artisti trentini del Gruppo Terrae, nel 2019, hanno ricreato gli effetti della tempesta Vaia del 29 ottobre 2018, assemblando i legni spezzati dal vento nelle vicinanze del parco. L’installazione invita a osservare la forza distruttiva della natura accanto alla potente spinta di rinascita rappresentata dalle giovani piante alle spalle dell’opera.
20 – October 29th 2018, Giuseppe Dondi, Alberto Larcher, Roberto Rossi, Fabio Seppi
In 2019 the Trentino Terrae Group artists recreated the effects of the October 29th 2018 Vaia storm, assembling the wind-broken woods they found near the park. The installation invites you to observe the destructive force of nature alongside the powerful push for rebirth, represented by the young plants growing behind the work.

respirart 2018 free interpretation by predazzoblog.it-116

 
21 – Sleipnir XLVII Latemar 2797, Duilio Forte *
L’artista e architetto italo-svedese, nel 2018 ha portato davanti al Latemar la mitologia scandinava. Sleipnir, il mitico cavallo dalle otto zampe di Odino, fa ripensare al rapporto tra uomo e natura. Fra le sue zampe tutti possiamo vivere un’esperienza più autentica del tempo.
21 – SleipnirXLVII Latemar 2797, Duilio Forte
In 2018 the Italian-Swedish artist and architect brought Scandinavian mythology to the Latemar. Sleipnir, the mythical eight-legged horse of Odin, makes you recall the relationship between man and nature. Among its legs we can all live a more authentic experience of the time.

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22 – Acutis, Cosimo Allera
Nel 2017, l’artista di Gioia Tauro (Reggio Calabria) ha creato un’installazione radiosa con l’acciaio corten. L’opera invita l’osservatore a individuare le misteriose “autostrade del cielo” raccontate da Carlo Acutis, in via di beatificazione.
22 – Acutis, Cosimo Allera
In 2017, the Gioia Tauro (Reggio Calabria) artist created a radiant installation with corten steel. The work invites the observer to identify the mysterious “highways of heaven” told by Carlo Acutis, in the process of beatification.

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23 – Teatro del Latemar, Marco Nones
L’installazione del fondatore del parco RespirArt dal 2012 riproduce i profili rocciosi del massiccio dolomitico del Latemar. Quest’opera è un vero e proprio teatro che ospita spettacoli ogni estate. Il pubblico si accomoda su cubi di larice, fra cespugli di mirtilli e rododendri.
23 – Teatro del Latemar, Marco Nones
Since 2012 the installation of the RespirArt park founder repeats the rocky profiles of the Latemar, the Dolomites massif. This artwork is a real theater that hosts any kind of shows every summer. The audience sits on larch cubes, among blueberry bushes and rhododendrons.

Sandro Scalet con il suo Totem a RESPIRART foto Eu

 
24 – Totem, Sandro Scalet
L’artista di Tesero (Trento) nel 2014 ha creato un totem, alto 5 metri, con forme geometriche che dialogano tra loro. Il fuoco, il legno di larice e la terra rossa del monte Cornon sono i tre elementi che raccontano la storia del popolo della Val di Fiemme.
24 – Totem, Sandro Scalet
In 2014 the artist from Tesero (Trento) created a 5 meters high totem, with geometric shapes interacting each other. Fire, larch wood and red clay from Mount Cornon are the three elements that tell the story of the Val di Fiemme people.

MIND'S EYE di Olga Ziemska RESPIRART PARK orlerimages.com_pampeago

 
25 – Mind’s Eye, Olga Ziemska
È la prima installazione in Italia della land artist di Cleveland (Ohio). Con rami di betulle, cirmoli e noccioli nel 2015 ha creato un mosaico dove ogni legno rappresenta una cellula umana. Lo spazio vuoto, la mente, si focalizza sulla natura del Latemar. La struttura è statica, mentre la natura è movimento. “L’uomo, spesso, si pone come osservatore statico della bellezza che lo circonda – ha spiegato l’artista -, senza rendersi conto che lui stesso è natura, natura in movimento”.
25 – Mind’s Eye, Olga Ziemska
It is the first italian installation of the Cleveland, Ohio landartist. In 2015 she created a kind of mosaic where each wood – birch branches, Swiss stone pine and hazel trees – represents a human cell. The empty space, the mind, focuses on the Latemar nature. The structure is static as much as the nature keeps moving. “A human being often places himself as a static observer of the beauty that surrounds him”, the artist explained, “without realizing that he himself is nature, nature in movement.

Il Giardino di Danae Hidetoshi Nagasawa RESPIRART

 
26 – Il giardino di Danae, Hidetoshi Nagasawa *
L’artista giapponese fra i più celebri al mondo (1940-2018) nel 2013 ha abbracciato con entusiasmo il sogno artistico di RespirArt. Qui ha realizzato, con pietre di porfido trentino, un’installazione dedicata a Danae, una figura della mitologia greca. Il labirinto di pietra racchiude al suo interno un magnifico masso circondato da fiori.
Nagasawa credeva al fato, al punto che, durante il suo lungo viaggio in bici dal Giappone all’Europa, decise di fermarsi a vivere a Milano, perché qui gli fu rubato il mezzo a due ruote che avrebbe dovuto portarlo più lontano.
26 – Danae’s garden, Hidetoshi Nagasawa * 
In 2013 the Japanese artist, one of the most famous in the world (1940-2018), enthusiastically embraced RespirArt’s artistic dream. He created an installation dedicated to Danae, a figure of the Greek mythology, made with Trentino porphyry, a kind of stone labyrinth that encloses a great boulder surrounded by flowers.
Nagasawa believed fate so much that, during his long bicycle trip from Japan to Europe, he decided to stop and live in Milan just because his bike has been stolen there, leaving him no chances to go further.

punto e virgole di Gabriele Meneguzzi e Vincenzo Sponga Respirart-progetto 05

27 – Punto e virgole, Gabriele Meneguzzi e Vincenzo Sponga * 
I due land artist, fondatori dell’Humus Park di Pordenone, hanno progettato per la Manifestazione internazionale d’arte ambientale RespirArt 2020 (18-25 luglio) un’istallazione di ferro, rami e zolle di muschio. L’opera rivela la punteggiatura della natura. La sua trama è molto chiara e sequenziale. La natura usa molte virgole, per farci prestare attenzione a quanto facciamo, per rallentarci, per invitarci a riflettere, per farci riprendere fiato. Quando scrive un punto, la natura ci ferma e lo fa come un genitore arrabbiato che non riesce a domare il figlio ribelle: piccolo essere umano presuntuoso, ora basta. Fermati e riparti.
27 – Period and commas, Gabriele Meneguzzi e Vincenzo Sponga *
The two landartists, and founders of the Humus Park in Pordenone, have designed an installation of iron, branches and moss clods for the International Environmental Art Event at RespirArt from July 18th to 25th 2020. Their work reveals the punctuation of nature. Its plot is very clear and sequential. Nature uses many commas, to make us pay attention to what we do, to slow us down, to invite us to reflect, to make us take a breath. When nature writes a period, she stops us and she does it like an angry parent who cannot tame the rebel son: little presumptuous human being, that’s enough. Stop and start again.

Modellino REGGIA BARBARICA di Patrizia Giambi 1

 
28 – Reggia barbarica, Patrizia Giambi
Quest’artista di fama internazionale, che vive e lavora in Romagna, ha progettato per la Manifestazione internazionale d’arte ambientale RespirArt 2020 (18-25 luglio) un’installazione con legni di scarto e feltro lavorato a mano. La piccola costruzione, povera in apparenza e priva di tetto, al suo interno avvolge i visitatori in un fertile abbraccio, grazie alla presenza di figure gravide che affiorano dalle pareti di feltro. L’opera invita a indossare il lusso della semplicità.
Patrizia Giambi ha creato progetti artistici ed editoriali con Maurizio Cattelan, mostre internazionali, performance e progetti di valorizzazione delle aree dismesse. L’artista ha vissuto e lavorato a Los Angeles per poi tornare della sua terra natia.
28 – Barbaric Palace, Patrizia Giambi
This internationally renowned artist, who lives and works in Romagna, planned an installation for the International Environmental Art Event at RespirArt from July 18th to 25th 2020 made with waste wood and handmade felt. Inside the small building, seemingly poor and without a roof, all the visitors feel to be wrapped in a fertile hug, because of the presence of pregnant figures emerging from the felt walls. The work invites you to wear the luxury of simplicity.
Patrizia Giambi has created artistic and editorial projects with Maurizio Cattelan, international exhibitions, performances and projects for brownfield areas development. The artist lived and worked in Los Angeles before coming back to his homeland.

Natura Viva di Mauro Lampo Olivotto a Respirart Fiemme by predazzoblog

 
29 – Natura viva, Mauro Lampo Olivotto
L’opera, creata nel 2012, inquadra il Latemar. I troni gotici per l’artista di San Vito di Cadore (Veneto) esprimono la sacralità della natura. Qui possiamo perderci in un panorama che trasmuta sotto i nostri occhi. Perché temere i cambiamenti? La vita è proprio continua trasformazione.
29 – Living nature, Mauro Lampo Olivotto
The 2012 artwork frames the Latemar. For the San Vito di Cadore (Veneto) artist, the gothic thrones express the sacredness of nature. We can lose ourselves in a panorama that transmutes in front of us. Why do we have to fear changes? Life is just an endless transformation.

*L’UNICO MUSEO CHE SI VISITA ANCHE CON GLI SCI
Le opere RespirArt contrassegnate con il fiocco di neve * si ammirano anche dalla pista da sci Agnello e dalla sua variante, oltre che dalla seggiovia.

* THE ONLY MUSEUM TO BE VISITED SKI ON
The RespirArt works with a snowflake * can also be admired while skiing on the Agnello ski run during the winter and from the chair lift above.

 

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