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RespirArt 2020, altissimo, artissimo. Quassù la natura si lascia leggere e indossare.

VAL DI FIEMME-TRENTINO La 12a Manifestazione internazionale d’arte ambientale RespirArt presenta a Pampeago due nuove installazioni: la “Reggia barbarica” di Patrizia Giambi e “Punto e virgole” di Gabriele Meneguzzi e Vincenzo Sponga.

“L’estate delle distanze” non rinuncia all’arte e alla bellezza, grazie alla presenza in Italia di 21 musei a cielo aperto. Fra questi il più alto è certamente il parco d’arte RespirArt, curato da Beatrice Calamari e Marco Nones. Si trova in Val di Fiemme, a quota 2.200 metri, fra le Dolomiti del Trentino, e si raggiunge a piedi o con la seggiovia Agnello di Pampeago (aperta dal 27 giugno 2020).

Dal 2011 gli artisti si alternano ogni estate, a luglio, fra i pascoli alti di Pampeago, per dialogare con le guglie dolomitiche del Latemar.

Dal 18 al 25 luglio 2020, la Manifestazione internazionale d’arte ambientale RespirArt ospita Patrizia Giambi, artista di fama internazionale che vive e lavora in Romagna, e della coppia artistica di Pordenone formata da Gabriele Meneguzzi e Vincenzo Sponga, fondatori dell’Humus Park.

Patrizia Giambi, che ha creato progetti artistici ed editoriali con Maurizio Cattelan e ha vissuto e lavorato a Los Angeles, per il parco realizzerà l’installazione “Reggia barbarica”. A comporla saranno legni di scarto e feltro lavorato a mano. La piccola costruzione, “povera” in apparenza e priva di tetto, al suo interno avvolgerà i visitatori in come un fertile abbraccio, grazie alla presenza di figure gravide, umane e animali, che affiorano dalle pareti di feltro. La natura si trasformerà così in una dimora sicura, in una veste da indossare, in una reggia lussuosa per qualsiasi ceto sociale di appartenenza.

L’installazione di Gabriele Meneguzzi e Vincenzo Sponga, intitolata “Punto e virgole”, sarà creata con ferro, rami e zolle di muschio. La “punteggiatura”, disposta su un prato, favorirà la “lettura” di una natura fino a oggi incompresa. I due artisti, dopo aver partecipato a festival di land art in tutto in mondo, hanno creato un circuito artistico imponente per sensibilizzare l’uomo sul clima e sulla natura.

In questo parco d’arte hanno creato installazioni il grande artista giapponese Hidetoshi Nagasawa, la celebre land artist dell’Ohio Olga Ziemska, la “ricamatrice” di licheni svedese Hannah Streefkerk e l’italo-svedese Duilio Forte che sta collocando i suoi Sleipnir (cavalli a otto zampe) nei luoghi più suggestivi del pianeta.

Il Giardino di Danae di Hidetoshi Nagasawa
Mind’s eye di Olga Ziemska

GLI ARTISTI RESPIRART 2020

Patrizia Giambi, dal 1985 al 1991 ha realizzato con Maurizio Cattelan numerosi progetti editoriali ed espositivi, anche con il nome collettivo ‘Palazzo del diavolo produzioni’. L’artista ha vissuto a Los Angeles dal 1991 al 1997, dove ha esposto mostre personali con Shoshana Wayne Gallery, Carl Berg, Sue Spaid Fine Arts e molti altri musei e gallerie. In Francia ha esposto al Musèè de La Villette a Parigi.

Patrizia Giambi ha diretto progetti sugli spazi abbandonati con la Regione Emilia Romagna e il gruppo di giovani artisti “Spazi indecisi”. In Italia ha esposto a Milano con Riccardo Crespi, Viafarini, Emi Fontana e con Neon di Bologna. Il suo lavoro è stato recensito, tra l’altro, su Flash Art, Domus, Arte, Vogue, Los Angeles Times, Art US, La Stampa, N.Y. Arts, L.A. Weekly, Sculpture, La Repubblica, Il Resto del Carlino, Noi Donne, Buzz of Los Angeles, Visions Quarterly, Il Corriere della Sera, Mood, Rodeo, MarieClaire.

I land artist Gabriele Meneguzzi e Vincenzo Sponga, entrambi di Pordenone, collaborano dal 1974.  Insieme rappresentano l’Italia nelle manifestazioni di land art più note nel mondo, collezionando premi internazionali. Dal 2008 al 2018 hanno curato Humus Park, una manifestazione biennale di Land Art che ha portato a Palù di Livenza artisti da tutto il mondo e studenti di scuole d’arte e accademie di belle arti. Esperti di serigrafia, fusioni d’argento e lavorazioni del metallo in piastra sottile (repoussé), trascorrono buona parte del loro tempo a raccogliere materie naturali nei boschi e nei corsi d’acqua per donare alla natura gesti di land art. Meneguzzi, maestro di Rock Balancing, sfida anche la forza di gravità con i suoi azzardati equilibri di pietre.  

Maria Concetta Mattei, Gabriele Meneguzzi e Elio Vanzo

27 GESTI A FAVORE DEL CLIMA

Il parco d’arte della Val di Fiemme, curato da Marco Nones e Beatrice Calamari, conta 27 opere. Sono installate lungo un giro ad anello di 3 chilometri, fra il Rifugio Monte Agnello e lo Chalet Caserina. Ogni estate, la Manifestazione internazionale d’arte ambientale RespirArt, condotta dalla giornalista del TG2 Maria Concetta Mattei, invita artisti internazionali e artisti emergenti a esprimere il loro pensiero accanto al gruppo dolomitico del Latemar, Patrimonio dell’Umanità.

LA FILOSOFIA DI RESPIRART:

LA NATURA COMPLETA LE OPERE

RespirArt, oltre a essere il parco più alto, è anche l’unico che si visita con gli sci durante l’inverno. Le opere, infatti, si affacciano sulla pista Agnello dello Ski Center Latemar. Ognuna di loro è così affidata alla neve, ai temporali primaverili, al vento e al sole d’alta quota. Gli agenti atmosferici non rovinano le opere, tutt’altro, essi le completano, plasmando le forme e mutando i colori. Il gesto creativo di “lasciare andare” opere d’arte nella natura invita ad affidarsi ai mutamenti e, quindi, alla vita che è continua trasformazione. Osservandole si percepisce chiaramente la sintonia che possono raggiungere uomo e natura attraverso gesti di creazione.

PIC-NIC AD ARTE

Fra opere d’arte e panchine artistiche, nel parco RespirArt fioriscono i nuovi “Pic-nic ad arte”. I cestini dei rifugi saranno ispirati a grandi artisti italiani, da Caravaggio a Fontana. Il parco ospiterà anche curiosi “Concerti per solo mucche“.

Dal 27 giugno 2020 il desiderio di spazi liberi all’aperto incontrerà la fervida immaginazione del parco RespirArt con l’ideazione dei “Pic-Nic ad Arte”. I visitatori potranno gustare piatti e spuntini, ispirati a grandi artisti italiani, sulle panchine artistiche progettate da Marco Nones. Queste sedute, disposte fra 27 opere d’arte, sono realizzate con un design contemporaneo, assemblando tavole e sezioni di cirmoli, della Magnifica Comunità di Fiemme, schiantati al suolo dalla tempesta Vaia del 2018.

A Pampeago, lo Chalet Caserina sorprenderà sia per i suoi menù Trentino-Italian Style da gustare sulla terrazza, sia per i nuovi cestini dei Pic-nic ad arte che possono essere accompagnati da bollicine Ferrari. Ci sarà il cestino Caravaggio con tacos di polenta alla carne, raviolo di patate, insalata di canederlo e torta RespirArt con marmellata di mirtilli rossi di Pampeago, mentre il cestino Arcimboldo è dedicato ai vegetariani. Il Rifugio Monte Agnello, oltre ai suoi menù tipici da gustare in terrazza, proporrà cestini con panini artistici, dolci e frutta. Dal Pic-nic ad arte Segantini, che profuma di montagna, altramezzino e la tagliata di fruttadedicati a Fontana, fino al cestino Ligabue, sincero, immediato e genuino.

Nel parco RespirArt alcune opere d’arte sono già state pensate per far accomodare i visitatori, come il Teatro del Latemar di Marco Nones, l’opera Harmonia dell’artista-designer Dorota Koziara, la cornice con i troni gotici Natura Viva di Mauro Olivotto e l’opera Conversazioni Virtuali di Piergiorgio Doliana.

SPETTACOLI NEL PARCO

Concerti, spettacoli ed eventi artistici fra i cespugli di rododendri e mirtilli che circondano il “Teatro all’aperto del Latemar”, nel Parco d’Arte RespirArt di Pampeago.

NOVITÀ: CONCERTI PER SOLO MUCCHE

Tutti al pascolo per assistere ai “Concerti per solo mucche”. I musicisti del parco RespirArt dedicano concerti a questi pacifici animali che ogni giorno generano melodie tintinnanti, avvicinandosi alle opere d’arte con grande curiosità. I concerti si animeranno a sorpresa durante l’estate 2020, anche in coincidenza con alcuni eventi in calendario.

LA STAGIONE DEL TEATRO ALL’APERTO DEL LATEMAR

  • GIOVEDÌ 16 LUGLIO, ORE 12.00: QUASI DEL TUTTO… ESAURITA, SPETTACOLO TEATRALE

In atto unico, spettacolo comico e ironico che descrive ed “esagera” i fatti della vita quotidiana di tutti noi. Spettacolo di e con Roberta Kerschbaumer.

  • SABATO 25 LUGLIO, ORE 9.30: RESPIRART DAY CON MARIA CONCETTA MATTEI, INAUGURAZIONE DELLE NUOVE OPERE D’ARTE DEL PARCO

La 12a Manifestazione internazionale d’arte ambientale RespirArt inaugura due opere che invitano a “indossare” e a “leggere” la natura: la “Reggia barbarica” di Patrizia Giambi e “Punto e Virgole” di Gabriele Meneguzzi e Vincenzo Sponga. Partiremo verso le 9.30 dal Rifugio Agnello,, per poi incontrarci alle 11.00 al Teatro all’aperto del Latemar con gli artisti e la giornalista e conduttrice del TG2 Maria Concetta Mattei.

  • GIOVEDÌ 6 AGOSTO, ORE 14.30: PIETRO DEIRO DUO, FISARMONICHE IN CONCERTO

Due maestri di fisarmonica trentini, ispirati al grande Pietro Deiro, liberano le note di meravigliosi evergreen sulle distese verdi che circondano il Latemar.

  • GIOVEDÌ 13 AGOSTO, ORE 12.00: GIANLUCA CAMPI, CONCERTO DEL CAMPIONE DI FISARMONICA

Gianluca Campi, virtuoso della fisarmonica, riesce a eseguire un numero impressionante di note nel più breve tempo possibile. Lui fa cantare e parlare il suo strumento sfruttandone tutte le possibilità agogiche e dinamiche.





VISITE GUIDATE

Ogni mercoledì, con ritrovo davanti al Rifugio Monte Agnello di Pampeago, alle 9.30, i possessori delle Fiemme Guest Card sono invitati a scoprire le istallazioni del parco d’arte RespirArt, passeggiando in compagnia di una guida che dal 2011 ha assistito alla nascita di tutte le opere d’arte. I gesti creativi di RespirArt si ispirano ai mutamenti della natura, agli equilibri climatici e alle Dolomiti UNESCO.Prenotazione obbligatoria entro le 18.30 di martedì: cell. 331 9241567

Concerti per solo mucche

Tutti al pascolo per assistere ai “Concerti per solo mucche”. ll parco d’arte RespirArt di Pampeago dedicherà alcuni concerti a questi pacifici animali che ogni giorno generano melodie tintinnanti. I concerti si animeranno a sorpresa durante l’estate, anche in coincidenza con alcuni eventi in calendario. “L’estate post-Covid19 – spiega Beatrice Calamari, co-curatrice del parco RespirArt – vieta di creare grandi assembramenti di persone, privandoci della necessità umana di condividere emozioni. Slittano al 2021 anche i Suoni delle Dolomiti. L’idea di suonare alle mucche apre una riflessione sul rapporto di supremazia che esercita l’uomo sulla natura. Attraverso il linguaggio della musica l’uomo entrerà in relazione con l’animale, osservando le sue reazioni”. Gli organizzatori sono curiosi di provare altri strumenti musicali, per avviare una sperimentazione. Chi volesse partecipare all’esperimento partito dalla Val di Fiemme, fra le Dolomiti del Trentino, può scrivere a respirartgallery@gmail.com.

Nella foto, il fisarmonicista Nicolas Vanzo tenta un primo approccio musicale con le mucche di Chiara Trettel. E loro sembrano gradire.

Foto di Gaia Panozzo

L’idea dei Pic-nic ad arte

Fra opere d’arte e panchine artistiche, nel parco RespirArt di Pampeago fioriscono i nuovi “Pic-nic ad arte”.

Lo Chalet Caserina, oltre ai menù da gustare sulla terrazza, propone due cestini per Pic-nic ad arte, da completare, volendo, con bollicine Ferrari. Il cestino Caravaggio propone tacos di polenta alla carne, tortello di patate, insalata di canederlo, una mela e una fetta di torta RespirArt con la marmellata di mirtilli di Pampeago, mentre il cestino Arcimboldo è la versione vegetariana. Il cestino Nones Kids, ispirato all’artista fondatore di RespirArt, è dedicato ai bimbi.

Il Rifugio Monte Agnello, a quota 2.200, oltre ai menù tipici da gustare in terrazza, prepara tre cestini per Pic-nic ad arte con panini artistici, dolci e frutta. Dal Segantini, che profuma di montagna, altramezzino e la tagliata di fruttadedicati a Fontana, fino al cestino Ligabue, sincero, immediato e genuino.

I visitatori possono assaporarli sulle panchine artiste ideate da Marco Nones e create con i cirmoli della Magnifica Comunità di Fiemme abbattuti dalla tempesta Vaia.

Nel parco RespirArt alcune opere d’arte sono già state pensate per far accomodare i visitatori, come il Teatro del Latemar di Marco Nones, l’opera Harmonia dell’artista-designer Dorota Koziara, la cornice con i troni gotici Natura Viva di Mauro Olivotto e l’opera Conversazioni Virtuali di Piergiorgio Doliana. Quindi, in totale, ci saranno oltre una ventina di postazioni per gustare un pic-nic artistico.

Foto di Gaia Panozzo

29 ottobre 2018, la distruzione e la rinascita delle foreste in un’installazione d’arte

Per un soffio… la tempesta Vaia ha risparmiato il Parco d’arte RespirArt di Pampeago, in Val di Fiemme. Ma a poca distanza dal parco, un anno dopo Vaia, sono ancora visibili le tracce lasciate dalla furia di un evento climatico senza precedenti.

Alcuni degli abeti rossi caduti a Pampeago, nelle foreste della Magnifica Comunità di Fiemme, sono stati issati nel cuore di RespirArt per invitare a riflettere sui comportamenti umani che possono mutare i paesaggi.

La Manifestazione d’arte ambientale internazionale RespirArt 2019, curata da Beatrice Calamari e Marco Nones, ha invitato gli artisti ad aprire un dialogo con la natura dolomitica e a riflettere sui cambiamenti climatici. Lo scorso luglio, il gruppo di artisti trentini Terrae, formato da Giuseppe Dondi, Alberto Larcher, Roberto Rossi e Fabio Seppi, ha ricreato gli effetti della tempesta, assemblando i legni spezzati. L’installazione “29 ottobre 2018” invita ad osservare, oltre alla forza distruttiva della natura, la sua potente spinta verso la rinascita. L’opera infatti è sorta in una radura circondata da piccole piante in piena crescita.

Su alcuni legni compaiano scritte tratte da una poesia del gruppo Terrae.

Circondano infatti le rovine centinaia di giovani piante che esprimono un potente gesto di rinascita.

Guardateli questi alberi capovolti,

rami, tronchi e radici sono un immenso groviglio.

Guardatele queste piante antiche inginocchiate,

con le radici in cielo.

Il grande popolo degli alberi spazzato via dalla furia del vento.

Rimane solitario, in mezzo a tanta bufera, l’abete rosso.

Ha perso tutti i suoi rami, ma sulla cima

alcune gemme ingrossate aspettano la primavera.

Dal dicembre 2019 l’opera “29 ottobre 2018” sarà visibile anche dalla pista di sci Agnello di Pampeago. Già perché RespirArt oltre a essere il parco più alto del mondo (quote 2000-2200) è visitabile anche con gli sci.

Scopri tutte le opere dedicate alla natura inaugurate durante il RespirArt Day 2019

Le opere RESPIRART 2019 guardano al clima e al bene UNESCO

VAL DI FIEMME – TRENTINO

In Val di Fiemme, a Pampeago, nel parco d’arte più alto del mondo, cinque nuove opere invitano a stabilire un rapporto di simbiosi con la natura.

FOTOGRAFIE di Eugenio Del Pero

Per arrestare gli sconvolgimenti climatici l’uomo dovrebbe instaurare un rapporto simbiotico con la natura. È questo il pensiero che si leva dal Trentino, dove la tempesta Vaia lo scorso ha causato una strage di alberi. Gli artisti dell’11a Manifestazione internazionale d’arte ambientale RespirArt, fra il 19 e il 27 luglio 2019, hanno lanciato un monito creando 5 opere eloquenti nel parco d’arte RespirArt, il più alto del mondo. Fra le quote 2000 e 2200 di Pampeago, in Val di Fiemme, Maria Concetta Mattei ha presentato le 5 nuove installazioni d’arte ambientale che vanno ad aggiungersi alle 22 già presenti.

L’artista svedese Hannah Streefkerk ha adagiato ricami di licheni su quattro pini cimbri, intitolando la sua installazione “Simbiosi”. “Ci ho messo molti mesi per ricamare e cucire a uncinetto questi licheni– ha spiegato l’artista –. È un lavoro lento, in completa simbiosi con i tempi dilatati della natura e con i suoi incredibili giochi cromatici. Per me è tempo speso bene, perché rivela il rapporto di dipendenza fra l’albero e il lichene. Anche noi non possiamo vivere gli uni senza gli altri e non possiamo vivere nemmeno senza gli alberi”.

Se l’artista svedese suggerisce un rapporto simbiotico, il celebre artista polacco Stanislaw Brach e i suoi studenti dell’Accademia d’arte di Varsavia Jan Jaworski Brach e Filip Musiał puntano l’obiettivo sulla bellezza che esprime la natura con l’opera “Point” creata con gli abeti rossi caduti nel territorio della Magnifica Comunità di Fiemme. La struttura conica ricorda il forno utilizzato per cuocere le sculture di ceramica. Al suo interno, però, non c’è un’opera creata dall’uomo, ma una grande pietra levigata dal tempo, plasmata dalla natura.

Gli artisti trentini del Gruppo Terrae, Giuseppe Dondi, Alberto Larcher, Roberto Rossi e Fabio Seppi, hanno ricreato gli effetti della tempesta, assemblando legni spezzati raccolti nelle vicinanze del parco. L’installazione “29 ottobre 2018” invita ad osservare, oltre alla forza distruttiva della natura, la sua potente spinta verso la rinascita.

Lungo il sentiero ad anello del parco RespirArt si incontrano anche le betulle della studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Venezia Martina Pomari. Fra le fessure della loro corteccia si aprono occhi con uno sguardo umano. “Mirror” è un’opera provocatoria che invita l’uomo a guardare con gli occhi dell’albero.

Poco più in là, l’artista di Riva del Garda Giovanni Bailoni rivela l’eternità della materia con l’opera “Dolomieu”. La statua del vulcanologo, mineralista e geologo che ha scoperto la dolomia è stata creata riciclando i tetti di vecchie baite dolomitiche. L’opera è dedicata ai primi 10 anni di Dolomiti UNESCO e alla campagna di sensibilizzazione planetaria che ha favorito consapevolezza di un bene ambientale prezioso.

Il parco RespirArt, curato da Beatrice Calamari e Marco Nones, ha aperto un dialogo con le bellezze naturalistiche del gruppo dolomitico del Latemar nel 2011, invitando artisti di fama internazionale, come Hidetoshi Nagasawa (1940-2018), artisti trentini e studenti delle Accademie d’Arte europee.

Il progetto, destinato ad espandersi, ha trovato terreno fertile anche in Germania, dove al’’inizio di luglio è nato il parco RespirArt Bavarese che si affaccia sul Danubio, a Passau.

Sostengono il parco trentino un gruppo di hotel della Val di Fiemme (Hotel Maria di Carano, Hotel Azalea di Cavalese, Hotel Scoiattolo di Pampeago, Hotel La Roccia di Cavalese, Hotel Shandranj di Stava di Tesero, Hotel Olimpionico di Castello Molina), gli impianti di risalita Itap di Pampeago, la Provincia Autonoma di Trento, la Fondazione Dolomiti UNESCO, la Magnifica Comunità di Fiemme, l’ApT Val di Fiemme e la Cantina Endrizzi, nota per il suo vino che profuma dei boschi delle Dolomiti.

VISITE GUIDATE ALLE OPERE D’ARTE RESPIRART FINO ALL’8 SETTEMBRE 2019: cell. 371 4219977

FINO al 12 SETTEMBRE 2019 è possibile ammirare il bronzo di Carlo Ramous (1926-2003) davanti allo Chalet Caserina di Pampeago.

L’opera “Dilatazione”, creata nel 1961, è stata gentilmente prestata dal collezionista Walter Patscheider. Ramous è noto per le sue opere monumentali in bronzo: sono 19 solo a Milano.

RespirArt Day 2019, 5 opere d’arte celebrano i 10 anni di Dolomiti UNESCO

Respirart Day 2019: meeting artistico per il 10° anno di Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO

Sabato 27 luglio 2019, alle 9.00, il Parco d’Arte RespirArt di Pampeago invita a passeggiare, in compagnia degli artisti, degli studenti delle Accademie di Belle Arti di Varsavia e Venezia e della giornalista Maria Concetta Mattei, fra 5 nuove opere d’arte ambientale ispirate alle foreste della Val di Fiemme, al gruppo dolomitico del Latemar, ai licheni e al geologo Dolomieu.

Amano la natura tanto da cercare di eguagliarne la bellezza. Amano la natura tanto da intrecciare con lei dialoghi artistici. Amano la natura così intensamente da lasciare che sia lei a decidere la durata di ciò che stanno creando.

Sono gli artisti di fama internazionale e gli studenti delle accademie d’arte europee che ogni estate creano opere nel Parco d’arte RespirArt di Pampeago, in Val di Fiemme, fra le Dolomiti del Trentino.

Sabato 27 luglio, alle 9.00, la festa itinerante RespirArt Day, presentata alla giornalista e conduttrice Rai Maria Concetta Mattei, rivela le cinque nuove opere create durante 11a Manifestazione internazionale d’arte ambientale RespirArt curata da Beatrice Calamari e Marco Nones.

L’evento si svolge fra i pascoli fioriti di Pampeago, camminando lungo un sentiero ad anello di 3 chilometri che collega il Rifugio Monte Agnello, a quota 2.200 m., e lo Chalet Caserina, a quota 2.000 m., al cospetto del gruppo dolomitico del Latemar.

Nel cuore del parco, di fronte allo Chalet Caserina, è esposto fino al 12 settembre un bronzo dell’artista architetto Carlo Ramous (1926-2003). L’opera “Dilatazione”, creata nel 1961, è stata prestata dal collezionista Walter Patscheider. Ramous è noto per le sue opere monumentali in bronzo: sono 19 solo a Milano.

Il RespirArt Day propone un Arteritivo della Cantina Endrizzi, una delle più antiche del Trentino, con un Trentodoc Piancastello Riserva 2014 che profuma dei boschi delle Dolomiti, perché il vigneto che guarda sulla Piana Rotaliana poggia su un terreno di matrice dolomitica, con una forte presenza di calcare che conferisce mineralità, freschezza, profumi eleganti e persistenti.

PRENOTAZIONI: L’escursione del RespirArt Day è libera e gratuita, basta prenotarsi inviando un messaggio al numero 335 1001938 o a respirartgallery@gmail.com entro il 26 luglio.

INFO: www.respirart.comwww.latemar.ithttp://www.visitfiemme.it; tel. 0462 813265

GESTI D’ARTE FIRMATI UNESCO

Il RespirArt Day 2019 è inserito nel calendario degli eventi che festeggiano i 10 anni di Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO. La Manifestazione è resa possibile grazie al sostegno della società Itap Pampeago, della Provincia Autonoma di Trento, della Magnifica Comunità di Fiemme, della Cantina Endrizzi e degli Hotel della Val di Fiemme amici del parco RespirArt, in collaborazione con la Fondazione Dolomiti Unesco, ApT Val di Fiemme, Trentino Marketing e Magnifica Comunità di Fiemme.

PRENOTATEVI

Ritrovo alle 9.00 davanti all’ufficio skipass di Pampeago. Quindi si parte alle 9.30 dal Rifugio Monte Agnello, all’arrivo della seggiovia Agnello di Pampeago. Il RespirArt Day è aperto a tutti ed è gratuito se si prenota alla e-mail respirartgallery@gmail.com o con un messaggio al numero mobile 335 1001938.

Gli artisti

L’edizione 2019 ospita l’artista svedese Hannah Streefkerk, apprezzata dalla critica per i suoi ricami di licheni adagiati sugli alberi, e l’artista pluripremiato per le sue opere di ceramica dedicate alle api Stanisław Brach, che lavora al fianco dei suoi allievi dell’Accademia d’arte di Varsavia Jan Jaworski Brach e Filip Musiał .

Hannah Streefkerk e Stanisław Brach

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Fra gli esponenti d’arte ambientale è presente il Gruppo Terrae, formato da Giuseppe Dondi, Alberto Larcher, Roberto Rossi e Fabio Seppi, che propone un’installazione dedicata alle foreste colpite dalla tempesta Vaia del 29 ottobre 2018 che solo in Val di Fiemme ha abbattuto un milione di alberi. L’opera invita a rispettare i fragili equilibri dell’ecosistema e al tempo stesso ad ammirare la forza di rinascita della natura. Intorno all’installazione, composta da abeti schiantati della Magnifica Comunità di Fiemme, una folla di piccoli alberi è già pronta crescere.

TERRAE Giuseppe Dondi, Alberto Larcher, Roberto Rossi e Fabio Seppi RESPIRART 2019

Gruppo TERRAE

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Una macchia di bosco abbattuto dalla tempesta Vaia nell’ottobre 2018 – foto Maurizio Tomè

È ospite della manifestazione d’arte anche l’artista di Riva del Garda Giovanni Bailoni che dedica un’opera al geologo e mineralista Déodat de Dolomieu (da cui è nato il nome Dolomia), in occasione del festeggiamento dei primi dieci anni di Dolomiti UNESCO. La sua installazione è creata assemblando le vecchie coperture di alcune baite dolomitiche.

Giovanni Bailoni

Inoltre, realizza il sogno di creare la sua prima d’opera d’arte ambientale la studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Venezia Martina Pomari. La sua installazione, fornmata da 18 betulle, invita l’uomo a guardare con gli occhi dell’albero.

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Da sx Marco Nones Beatrice Calamari Martina Pomari e Maria Concetta Mattei RESPIRART 2017 predazzoblog-050.jpg

Da sinistra: Marco Nones, Beatrice Calamari,

Martina Pomari e Maria Concetta Mattei  – foto Predazzoblog

Molte opere di questo parco, in continua trasformazione, sono visibili anche durante l’inverno dalla pista da sci Agnello di Pampeago. Le opere di RespirArt sono affidate alla natura. Il sole, il vento, la pioggia e la neve mutano i loro colori, levigandone i contorni. Qualche installazione torna in breve tempo alla terra, qualcuna resiste alle intemperie d’alta quota per diversi anni.

Per i visitatori è l’occasione di godersi le emozioni che scatenano gli elementi naturali. E di meditare sul possesso, sul desiderio di permanenza, sull’istinto umano di opporsi ai cambiamenti.

INFO: respirartgallery@gmail.comwww.respirart.comhttp://www.latemar.it

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LE 5 OPERE D’ARTE RESPIRART 2019

  1. “SIMBIOSI” DI HANNAH STREEFKERK

L’artista svedese Hannah Streefkerk, utilizzando un mestiere tradizionale come il ricamo, riproduce licheni su alberi e rocce imitandone le sfumature alla perfezione. Esplorando la fragilità della natura Hannah ricuce insieme la corteccia di alberi spinosi, ripara buchi nelle foglie e crea gusci protettivi per le pietre, affidando le sue creazioni all’erosione del tempo e dei processi naturali.

Attraverso le sue opere, Streefkerk osserva i fenomeni nella natura e con un tocco giocoso li traduce nel suo inconfondibile linguaggio artistico. Trova ispirazione nel modo in cui il muschio e il lichene si formano sulla corteccia e sulle rocce.

L’artista sembra dire che la natura, in tutte le sue sfaccettature, non finisce mai di stupire. Le sue opere sono metafore sulla nostra responsabilità di proteggere la natura e ridurre il nostro impatto sull’ambiente. Allo stesso tempo ci spingono a contemplare il nostro habitat. Notare le cose, fermarsi una volta ogni tanto. Il tempo e la certezza che tutto sia temporaneo sono aspetti della vita che accomunano l’ambiente e ogni essere umano. Hannah Streefkerk illustra delicatamente il passare del tempo, la crescita, il decadimento e il continuum della vita.

2.“POINT” DELL’ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI VARSAVIA

RespirArt diventa un vivaio d’arte con il progetto curato dal professor Stanisław Brach e creato dai suoi allievi dell’Accademia di Belle Arti di Varsavia.

Il professor Brach, nato a Gorlice, in Polonia, è un artista pluripremiato, noto per le sue esplorazioni del mondo delle api attraverso ceramica. A RespirArt lavora al fianco degli studenti Jan Jaworski e Filip Musiał.

“Point” è uno spazio vuoto autonomo. Ricorda una casa, una tenda, un focolare, un osservatorio, un rifugio.

È un punto fermo, stabile, che svetta fra cime da capogiro per ancorarci fra terra e

cielo. La struttura conica è basata sull’energia che c’è nella comunicazione in linea diretta tra terra e cielo. Indipendentemente dalla scala, ogni grande cosa, come la Terra stessa, in lontananza è solo un piccolo punto.

La struttura conica, creata con mattoni di abete schiantato della Magnifica Comunità di Fiemme, è basata proprio sull’energia che c’è nella comunicazione in linea diretta tra terra e cielo. Indipendentemente dalla scala, ogni grande cosa, come anche la Terra stessa, in lontananza è solo un piccolo punto. Il lavoro vuole essere solo un punto, una traccia lasciata dall’uomo.

La forma del cono è il risultato di una combinazione della forma organica del cerchio e della retta verticale in quanto vettore di crescita. L’installazione dà l’impressione di una forma stabile e statica che si staglia su un fondale roccioso dai contorni irregolari.

3. “29 OTTOBRE 2018” DEL GRUPPO ARTISTICO TERRAE

Il gruppo artistico trentino crea opere d’arte ambientale usando elementi naturali che il tempo e le intemperie riportano alla terra per ricomporre un ciclo senza fine. Giuseppe Dondi, Alberto Larcher, Roberto Rossi e Fabio Seppi propongono l’installazione “29 ottobre 2018” per ricordare la tempesta che ha abbattuto milioni di alberi nel Triveneto con un vento che in alcune cime ha sfiorato i 200 km/h. L’opera narra due forze della natura: quella distruttiva e quella creativa. Emergono infatti dalle rovine centinaia di giovani piante che esprimono un potente gesto di rinascita.

Guardateli questi alberi capovolti,

rami, tronchi e radici sono un immenso groviglio.

Guardatele queste piante antiche inginocchiate,

con le radici in cielo.

Il grande popolo degli alberi spazzato via dalla furia del vento.

Rimane solitario, in mezzo a tanta bufera, l’abete rosso.

Ha perso tutti i suoi rami, ma sulla cima

alcune gemme ingrossate aspettano la primavera.

Gruppo Terrae, gennaio 2019

4. “DEODAT DE DOLOMIEU” DI GIOVANNI BAILONI

L’artista di Riva del Garda Giovanni Bailoni dedica un’opera al geologo e mineralista Déodat de Dolomieu (1750-1801), da cui è nato il nome Dolomia. È un tributo ai primi dieci anni di Dolomiti UNESCO. Ed è una storia che nasce dalla passione di un nobile scienziato francese che mai avrebbe pensato di dare il nome a nove sistemi montuosi separati da montagne, fiumi e altri gruppi di montagne.

I 142mila ettari che formano il Bene UNESCO, dal 13 maggio 2010, costituiscono una sorta di arcipelago, distribuito su un’area alpina molto più vasta e suddiviso in cinque Province.

Oggi Dolomieu viene rievocato di fronte al massiccio del Latemar. Il monumento è creato con le coperture di alcune vecchie baite dolomitiche. Fra queste cime d’incanto, da custodire e conservare, l’artista si affida al riciclo che prolunga la vita dei materiali.

Le opere di Bailoni sono caratterizzate da una macchia di colore rosso ruggine che simboleggia il cuore e l’anima, a voler sottolineare che questi manufatti hanno una vita, nonostante siano creati con oggetti che vengono buttati. Secondo l’artista “questi materiali hanno un loro respiro e un impellente bisogno di rivelare”. Lui restituisce loro una voce, un eco fra le Dolomiti.

5. “MIRROR” DI MARTINA POMARI

Studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Venezia Martina Pomari di Dro, ha scritto una tesi sulla land art anche attraverso il ritratto e la narrazione delle opere di RespirArt. Nell’ultima pagina ha dipinto “Mirror”, un’installazione formata da betulle con lo sguardo umano. In fondo alla tesi ha voluto disegnare l’opera di land che un giorno avrebbe voluto creare. Quel giorno è arrivato. RespirArt l’ha invitata a liberare il suo pensiero nel parco.

“Mirror – spiega l’artista emergente – nasce da un profondo amore per la montagna, luogo di contemplazione della natura, specchio di ognuno di noi. L’albero, pur protetto dalla corteccia, è molto simile e vicino all’uomo. Anche il bosco guarda. Osserva il paesaggio circostante con occhi indefiniti, come quelli disegnati dai nodi delle betulle. Segue lo scorrere del tempo e delle stagioni. Ho voluto rendere questi occhi simili a quelli dell’uomo per favorire un processo di identificazione: ognuno potrà immaginare di guardare con gli occhi dell’albero”.

Sciate ad arte nel Parco RespirArt di Pampeago, Ski Center Latemar

Nello Ski Center Latemar, in Val di Fiemme, la pista da sci alpino Agnello attraversa uno dei parchi d’arte più alti del mondo: RespirArt

A Pampeago la pista Agnello e la sua variante invitano a un divertente ski-safari fotografico fra 14 opere d’arte visibili anche dalla seggiovia Agnello (altre 8 si possono ammirare solo d’estate). Si scia fra le opere d’arte che “incorniciano” il gruppo dolomitico del Latemar.

Le nuove installazioni create lo scorso luglio dagli artisti della 10a Manifestazione d’arte ambientale RespirArt sono “Sleipnir XLVII Latemar”, un cavallo mitologico a otto zampe dell’artista e architetto italo-svedese Duilio Forte (poco prima dello Chalet Caserina), “Il nodo della strega”, un’installazione magica dell’artista milanese e fiemmese Mariano Vasselai (vicino al Rifugio Agnello), “Mediterraneo”, un pastore che dialoga con il suo animale dell’artista di Cavalese Elio Vanzo (vicino al Rifugio Agnello) e “Sicurezza” un grande moschettone scolpito nel granito bavarese dall’artista Reinhard Mader (visibile dalla seggiovia Agnello).

Il Parco è in perenne evoluzione. Ogni anno, nuove installazioni vengono ad aggiungersi, mentre quelle più vecchie si lasciano modellare dagli agenti atmosferici oppure vengono travolte dalle abbondanti nevicate.

RespirArt è uno dei più alti parchi d’arte al mondo. Si snoda fra le quote 2.000 e 2.200 a Pampeago. Nato nel 2011 da un progetto della giornalista e curatrice d’arte Beatrice Calamari e dell’artista Marco Nones (premio d’arte Expo 2015 Fondazione Triulza), accompagna alla scoperta di installazioni artistiche che dialogano con i pascoli e le cime dolomitiche del Latemar, un territorio di incomparabile bellezza dichiarato dall’Unesco Patrimonio Naturale dell’Umanità.

Il gesto di “lasciare andare” opere d’arte nella natura invita ad affidarsi ai mutamenti e, quindi, alla vita stessa che è continua trasformazione. Gli agenti atmosferici non rovinano le opere, tutt’altro, essi le completano, plasmandole e mutandone i colori. RespirArt invita a rilassarsi nella continua mutevolezza della natura. Le sue opere permettono di riscoprire il senso di meraviglia, cogliendo il “nuovo” come un’opportunità irripetibile.

Fra gli artisti di fama internazionale che hanno creato un’opera al cospetto del Latemar, anche il performer giapponese Hidetoshi Nagasawa.

Info: respirartgallery@gmail.com

RespirArt 2018, 10a Manifestazione d’arte ambientale con Dulio Forte, Mariano Vasselai e Elio Vanzo

Duilio Forte crea Sleipnir a RespirArt foto Beatrice Calamari

La prima opera, creata a fine giugno 2018, per la 10a Manifestazione d’arte ambientale RespirArt: Sleipnir XLVII Latemar 2797, di Duilio Forte.

Un RespirArt Day con Maria Concetta Mattei

Sabato 28 luglio, ore 9.30, festa itinerante per ammirare le opere

della 10a Manifestazione d’Arte Ambientale RespirArt 2018

Nel Parco RespirArt, fra giugno e  luglio, 3 nuove installazioni d’arte si aggiungono alle 19 già presenti. Gli artisti ospiti della 10a Manifestazione d’arte ambientale RespirArt 2018 sono: Duilio Forte (italo-svedese), Mariano Vasselai (Panchià-TN) e Elio Vanzo (Cavalese-TN).

respirart pampeago fiemme 30.7.2016 by predazzoblog-014Le opere sono inaugurate da Maria Concetta Mattei, conduttrice del Tg2 e appassionata d’arte nella natura, sabato 28 luglio, dalle 9.30 alle 12.30, durante la festa itinerante RespirArt Day.

Il ritrovo è alle 9.30 davanti al Rifugio Agnello, quindi, una passeggiata guidata rivela le nuove opere, in compagnia degli artisti. L’evento si conclude con un aperitivo allo Chalet Caserina intorno alle 12.00. La risalita, la visita guidata e l’aperitivo sono gratuiti, con prenotazione obbligatoria al numero 335 1001938 (entro il 27 giugno).

SCARICA LA MAPPA DI RESPIRART

Work in progress dell’installazione di Duilio Forte “Sleipnir XLVII Latemar 2797”, fotografie di Eugenio Del Pero. 

Gli artisti RespirArt 2018

DUILIO FORTE

Artista e architetto italo-svedese, Duilio Forte esplora lo spazio naturale, antropico ma soprattutto poetico riportando nell’oggi la forza e l’esemplarità del mito per costruire l’avvento anacronistico di una nuova epoca: l’era ArkiZoic. La ricerca delle infinite identità di Sleipnir, il mitico cavallo di Odino dalle otto zampe della mitologia scandinava, è l’occasione per ripensare il rapporto tra uomo e natura, costruendo spazi sacri dove vivere un’esperienza più autentica del tempo. Le sue installazioni, fra archeologia e fantascienza, hanno interessato il New York Times e lo hanno portato due volte alla Biennale di Architettura di Venezia e alla XXI Triennale internazionale di Milano. Il suo bestiario immaginifico, che incrocia mito e hi-tech, ha la sua casa nel cuore di Milano, ai giardini Montanelli. Qui Duilio Forte sta ricostruendo, esattamente dov’era, lo zoo della città, popolandolo però di animali mitici, fantastici, estinti o anche “solo” sognati ma sempre tecnologici, affinché possano interagire con gli spettatori. I suoi esemplari di Sleipnir, che hanno conquistato anche Palazzo Carignano a Torino e il Vittoriale, ora scalano le Dolomiti. Il destriero di RespirArt “Sleipnir XLVII Latemar 2797”è stato creato alla fine di giugno 2018. Ad assistere l’artista Ivan Canal, Arianna nones e Piergiorgio Doliana (artista della 9a Manifestazione Respirart).

Duilio Forte 1
DULIO FORTE

 ELIO VANZO

Artista, scultore, curatore d’arte e direttore museale del Centro Arte Contemporanea di Cavalese dal 2007, Elio Vanzo scolpisce il legno e il bronzo. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera e ha insegnato discipline plastiche e storia dell’arte. Ha esposto in prestigiose location, fra cui Villa Litta a Milano, Galleria Pro Arte Salisburgo, Museo della Porziuncola di Assisi e Roccatederighi. Il suo talento, la sua passione per l’arte e il suo amore per i boschi lo hanno spinto recentemente a esplorare l’arte ambientale con Marco Nones all’Humus Park di Pordenone. La sua seconda installazione nella natura, prenderà forma a RespirArt. L’opera “Mediterraneo” coniuga il senso di un’arte arcaica con la tensione verso una modernità, per certi versi, irrisolta. Il pastore, che dialoga silenziosamente con il suo animale, richiama la tradizione fiemmese e un passato mai dimenticato. Lo sguardo dell’uomo vaga verso un orizzonte lontano, ma di certo a Sud, dove idealmente si colloca l’inizio di quella civiltà di cui noi siamo gli epigoni.

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ELIO VANZO

 

MARIANO VASSELAI

La formazione artistica di Mariano Vasselai parte da Ortisei, per poi proseguire a Firenze e approdare a Milano, all’Accademia di Brera. Dopo una significativa parentesi di insegnamento, si è dedicato totalmente all’attività di scultore. È stato presente, con le sue opere, in diverse mostre nazionali e internazionali, e ha realizzato numerose opere pubbliche.

La sua ispirazione è costantemente rivolta alla natura. L’amicizia con lo storico Italo Giordani, suo compaesano, che ha scritto le tragiche vicende dei processi alle “streghe”, celebrati in Val di Fiemme nel XVI secolo, lo hanno spinto a realizzare disegni e mostre sul  tema della stregoneria. Vasselai ricorda, quando, da bambino, la nonna lo intimoriva: “Se non fai il bravo arriva la Strega del Cornon”. Quella che lui riteneva una leggenda era invece un dato storico, terribilmente reale, fatto di torture e condanne, in seguito alle quali le presunte streghe venivano bruciate sul rogo. La sua opera “Il nodo della strega”, proprio al cospetto del monte Cornon, è una formula magica, un risarcimento simbolico dedicato a tutte le donne che sono state costrette a confessare crimini mai commessi.

Mariano Vasselai
MARIANO VASSELAI

Gli spettacoli RespirArt 2018

Il cuore del parco è il Teatro del Latemar, creato da Marco Nones davanti allo Chalet Caserina, dove il pubblico si dispone su cubi di larice fra cespugli di rododendri e mirtilli.

I concerti iniziano sempre alle 14.30. In caso di maltempo vengono spostati alla taverna dello Sport Hotel di Pampeago, alle 15.30.

Mercoledì 18 luglio, h. 14.30: CONCERTO di Eva Emingerova, fra jazz e swing con il George Gershwin Quartet.

Sabato 28 luglio, h. 9.30-12.30: RESPIRART DAY, festa itinerante con gli artisti della 10a Manifestazione d’arte ambientale RespirArt.

Giovedì 9 agosto, h. 14.30: CONCERTO Carlos Gardel Trio, leggende delle Dolomiti nella musica popolare trentina.

Giovedì 16 agosto, h. 14.30: CONCERTO del Campione nel Mondo di fisarmonica Gianluca Campi.

Giovedì 30 agosto, h. 14.30: CONCERTO Quartetto Waldner, un flauto, un violino, una viola e un violoncello su sfondo dolomitico.

Sabato 1 settembre, h. 14.30: SPETTACOLO TEATRALE Punta Emma di Mario Vanzo, con Andrea Brunello e il coro Demò Ousc.

Giovedì 6 settembre, h. 14.30: CONCERTO Mioswing, International swing travel, brani d’autore con il calore delle Marche.

Il Parco d’Arte RespirArt

RespirArt è uno dei più alti parchi d’arte al mondo. Si snoda fra le quote 2.000 e 2.200 a Pampeago di Tesero, in Val di Fiemme. Nato nel 2011 da un progetto della giornalista e curatrice d’arte Beatrice Calamari e dell’artista Marco Nones (premio d’arte Expo 2015 Fondazione Triulza), accompagna alla scoperta di installazioni artistiche che dialogano con i pascoli e le cime dolomitiche del Latemar, un territorio di incomparabile bellezza dichiarato dall’Unesco Patrimonio Naturale dell’Umanità.

Nel giro ad anello di 3 km, fra il Rifugio Monte Agnello e lo Chalet Caserina, si affacciano opere d’arte ambientale create da artisti di fama internazionale, fra cui quella del gotha dell’arte giapponese Hidetoshi Nagasawa.

Il Parco è in continua evoluzione. Ogni anno, nuove installazioni vengono ad aggiungersi, mentre quelle più vecchie si lasciano modellare dagli agenti atmosferici oppure vengono travolte dalle abbondanti nevicate. Alcune installazioni sono visibili anche d’inverno dalla pista da sci Agnello dello Ski Center Latemar.

I bambini si divertono con giochi di legno ispirati alle installazioni d’arte, come il telefono senza fili, il labirinto, la corda che suona e le finestrelle colorate sul Latemar. Ad attenderli anche i laboratori del Rifugio Monte Agnello di Pampeago dedicati alla meteorologia (il mercoledì mattina) e alla cucina di montagna (il giovedì pomeriggio). Nel parco RespirArt prendono vita concerti, spettacoli e escursioni teatrali, come il racconto spettacolare intitolato “Non chiamatemi… El Krampus”, in scena ogni venerdì mattina, o “Cuccioli d’Om Selvadec crescono al Rifugio dai venti”, ogni martedì mattina.

Pampeago si apre a un’area naturalistica di notevole pregio con sentieri tematici ispirati alle Dolomiti: il Latemarium (raggiungibile con la seggiovia Latemar). RespirArt si trova nell’area Latemar.Art. Si raggiunge più rapidamente da Pampeago, con la seggiovia Agnello, ma anche da Predazzo e Obereggen.

LA FILOSOFIA: Il gesto creativo di “lasciare andare” opere d’arte nella natura invita ad affidarsi ai mutamenti e, quindi, alla vita stessa che è continua trasformazione. Gli agenti atmosferici non rovinano le opere, tutt’altro, essi le completano, plasmandole e mutandone i colori. RespirArt invita a RILASSARSI NELLA CONTINUA MUTEVOLEZZA della natura. Le sue opere permettono di riscoprire il senso di meraviglia, cogliendo il “nuovo” come un’opportunità irripetibile.

foto respirart 2017 predazzoblog lara e debora-240

Installazione di Giampaolo Osele, C’era una volta il mare – foto predazzoblog.it

SOSTENGONO RESPIRART: RespirArt è sostenuta dalla società di impianti di risalita Itap di Pampeago, in collaborazione con Magnifica Comunità di Fiemme, Azienda per il Turismo Val di Fiemme, Trentino Marketing e l’azienda leader mondiale nella produzione di scarpette d’arrampicata, scarponi per l’alta montagna e abbigliamento sportivo La Sportiva di Ziano. È fondamentale il contributo degli Hotel amici di RespirArt: il Beauty & Vital Hotel Maria di Carano, l’Hotel Olimpionico di Castello di Fiemme, il Park Hotel Azalea di Cavalese, l’Hotel La Roccia di Cavalese, l’Hotel Shandranj di Stava di Tesero e l’Hotel Scoiattolo di Pampeago.

Collaborano: il fotografo di Cavalese Eugenio Del Pero e il sindaco di Panchià Giuseppe Zorzi.

Il Giardino di Danae di Nagasawa foto di Graziano Bosin

Installazione di Hidetoshi Nagasawa, Il giardino di Danae, foto di Graziano Bosin

Acutis RespirArt 2017 foto Eugenio Del Pero

Installazione Acutis di Cosimo Allera, foto di Eugenio Del Pero

COME SI RAGGIUNGE RESPIRART: Dall’autostrada del Brennero A 22, uscire a “Egna-Ora” e prendere la direzione Val di Fiemme. Arrivati a Tesero, si svolta a sinistra per Pampeago. Dal parcheggio di Pampeago, conduce nel Parco d’Arte la seggiovia Agnello (aperta fino al 9 settembre, orari: 8.30-13.00 – 14.15-17.30). La seggiovia è gratuita per i possessori della FiemmE-motion Plus Card.

Per raggiungere RespirArt a piedi, si parcheggia davanti alla stazione della seggiovia Tresca di Pampeago e si imbocca il segnavia 514 in direzione Chalet Caserina.

Nel Parco sono presenti due baite dove è possibile gustare i prodotti tipici: il Rifugio Monte Agnello (tel. 0462 815030) e lo Chalet Caserina (cell. 342 1019098). Chi arriva in seggiovia incontra prima il Rifugio Agnello. Chi arriva a piedi incontra prima lo Chalet Caserina.

INFO
RespirArt Park – Pampeago, 
tel. 0462 813265

info@latemar.itrespirartgallery@gmail.com

www.latemar.itwww.respirart.com 

FB RespirArt 

LOGO RESPIRART

Punta Emma, primo spettacolo teatrale nel parco RespirArt

RespirArt presenta: Punta Emma, lo spettacolo teatrale di Mario Vanzo dedicato a Toni Gross

DOMENICA 27 AGOSTO, ore 14.30

respirart pampeago fiemme 30.7.2016 by predazzoblog-066

PAMPEAGO – Dopo i concerti del giovedì, organizzati da Luca Bertoluzza,  il Teatro del Latemar del parco d’arte RespirArt ospita il suo primo spettacolo teatrale. Ed è una prima volta anche per “Punta Emma”, lo spettacolo teatrale scritto e diretto da Mario Vanzo, infatti, non mai stato messo in scena a quota 2000.

Domenica 27 agosto, alle 14.30,  il Teatro all’aperto del Latemar del parco d’arte RespirArt racconta la storia di un personaggio importante della Val di Fassa.

Mario Vanzo, autore e regista, ha immaginato di scoprire un diario segreto di Toni Gross, celebre scultore ladino, insegnante, fortissimo scalatore e guida alpina. È nato così uno spettacolo appassionante, già rappresentato in otto spettacoli, che vedrà in scena l’attore drammaturgo Andrea Brunello e il coro Demò Ousc.

Il Teatro del Latemar, di fronte a Baita Caserina, si raggiunge in 30 minuti a piedi dal parcheggio della seggiovia La Tresca di Pampeago o con la seggiovia Agnello che porta al Rifugio Agnello (da lì si scende a piedi in circa 20 minuti).

Punta Emma sarà rappresentato anche lunedì 28 agosto, alle 21.00, al Teatro parrocchiale di Pozza di Fassa. Quindi, tornerà nei teatri delle valli di Fiemme e Fassa durante la stagione invernale.

Punta Emma spettacolo teatrale a RespirArt ok

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RespirArt 2017, qui e ora

Se l’arte ti invita nel “qui e ora”

La Manifestazione d’arte Contemporanea nella Natura RespirArt 2017, ci restituisce il presente fra Dolomiti della Val di Fiemme.

“Mentre guardavo cosa mi ero perso su Facebook, la prima goccia di pioggia accarezzava un ramo di nocciolo”.

Anonimo

Simulacro di Federico Seppi Foto Eugenio Del Pero RespirArt 2017

Simulacro di Federico Seppi a RespirArt 2017 foto Eugenio Del Pero

Installazione “SIMULACRO” di Federico Seppi – Fotografie di Eugenio Del Pero 

Qualche volta sembra un lusso riuscire a ravvivare lo sguardo piatto “formato smartphone”. Eppure basta poco. C’è una natura pronta a sorprenderci nel nostro infinito presente.

L’invito arriva da uno dei parchi d’arte più alti al mondo, RespirArt. Il suo anello di 3 chilometri si snoda in Trentino, a Pampeago, fra le quote 2.000 e 2.200, al cospetto del Latemar, il massiccio dolomitico della Val di Fiemme. Fra questi pascoli selvaggi, abitati da aquile, marmotte, sporadici gruppi di cirmoli e colonie di mirtilli, gli artisti della 9a Manifestazione d’Arte Contemporanea nella Natura RespirArt, durante lo scorso luglio, hanno creato quattro installazioni che sembrano parte di uno stesso dialogo.

Il parco RespirArt, curato dalla giornalista Beatrice Calamari e dall’artista Marco Nones, oggi conta una ventina di installazioni. Il percorso si sviluppa nel cuore del rinomato carosello sciistico Ski Center Latemar, del comprensorio Fiemme-Obereggen. Così, ogni inverno, una parte delle opere sono visibili dalla pista da sci Agnello di Pampeago e dalla sua seggiovia.

Durante l’estate il percorso si raggiunge sia a piedi sia con la seggiovia Agnello. Davanti al Rifugio Monte Agnello di Pampeago si incontra la nuova installazione “Simulacro” dell’artista trentino Federico Seppi. Lui, a soli 26 anni, ha sentito l’urgenza di fermare il nostro sguardo sulla discesa di una goccia d’acqua sui rami di un albero. Incastonando grandi gocce di rame fra rami di nocciolo, Seppi ha fermato un movimento naturale, catartico, che sfugge alla nostra percezione.

Federico Seppi di Trento ha creato SIMULACRO - RESPIRART 2017 Foto Eugenio Del Pero

“Simulacro” di Federico Seppi – Foto di Eugenio del Pero

Quindi, superando a piedi tane di marmotta e rododendri, si incontra l’opera “Conversazioni virtuali” di Piergiorgio Doliana, artista della Val di Fiemme. Sono sedie oscillanti nel cielo, in balia del vento, come a rivelare la crisi di identità di quelle che un tempo erano simboli della conversazione. Proprio così, ci si guardava negli occhi, si parlava di eventi difficili da documentare. Ogni storia raccontata generava nella mente degli interlocutori immagini diverse. Ma a differenza di oggi, ci si lasciava guidare dai cambiamenti del tono di voce, del colore delle pelle e delle tensioni del corpo dell’occasionale narratore. Persone reali, con storie talvolta vere, talvolta inventate, abitavano il nostro quotidiano. Oggi, grazie alla Rete, manteniamo legami con sconosciuti o con amici di infanzia che le distanze e le circostanze avevano allontanato. Quindi, gioiamo per eventi felici lontani e ci disperiamo per un susseguirsi di tragedie che spezzano vite innocenti. Improvvisamente ci ritroviamo a sostenere il dolore del mondo, potendo contare su una struttura genetica probabilmente ancora acerba, impreparata.

Coversazioni virtuali di Piergiorgio Doliana di Tesero RespirArt 2017

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Piergiorgio Doliana Installazione CONVERSAZIONI VIRTUALI foto eugenio Del Pero Respirart Fiemme

“Conversazioni virtuali” di Piergiorgio Doliana – Fotografie di Eugenio Del Pero

L’installazione “Incontri reticolari” dell’artista anglo-svizzera Simone Carole Levy gioca con un intreccio di identità lontane ma connesse. L’opera, creata con corde e legno di larice della Magnifica Comunità di Fiemme, sembra restituire alla terra ogni azione virtuale. E ci ricorda quanto siamo condizionati dai nostri quotidiani accessi alla Rete.

Incontri Reticolari Simone Carole Levy RespirArt 2017

Simone CArole Levy fra gli Incontri Reticolari RespirArt Val di Fiemme foto eugenio Del Pero

Incontri Reticolari di Simone CArole Levy RESPIRART VAL DI FIEMME foto Eugenio Del Pero

“Incontri reticolari” di Simone Carole Levy – Fotografie Di Eugenio Del Pero

Anche Cosimo Allera, artista di Gioia Tauro, è stupefatto dalle opportunità, anche lavorative, che offre Internet. Ma c’è un momento che occorre spegnere l’ego e le “vite degli altri” per riconnettersi a se stessi. Magari sulle alture dolomitiche, dove l’altezza supera le distanze e ci si sente vicini alle persone care, anche con il cellulare spento. La sua installazione in acciaio corten “Acutis” invita a perdersi nel mistero delle invisibili autostrade del cielo. L’installazione strizza l’occhio a Carlo Acutis che fin da giovanissimo riteneva l’infinito la nostra unica patria. Allera, noto per aver realizzato le opere più imponenti del Sud Italia, fra queste anche un monumento a ET l’extraterrestre, solleva ancora una volta lo sguardo dei passanti, realizzando la sua opera più alta in assoluto, se sommiamo i cinque metri d’altezza di Acutis alla quota 2.000 sulla quale poggia.

Allera sorride nel cerchio di ACUTIS

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“Acutis” di Cosimo Allera – Fotografie di Eugenio Del Pero

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“Acutis” di Cosimo Allera – Foto di Mauro Morandini (predazzoblog)

Durante il RespirArt Day, sabato 29 luglio 2017, la madrina del parco RespirArt Maria Concetta Mattei, giornalista del Tg2 appassionata d’arte e consigliera del Museo Mart, ha presentato gli artisti e gli ospiti.

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Foto di Mauro Morandini (predazzoblog)

Fra questi, il pianista jazz francese Christian Sauvage, che ha dedicato un concerto a RespirArt nel palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, i rappresentanti della Nazionale italiana di Pallavolo, le giornaliste Francesca Agrati e Roberta Zilio che hanno appena pubblicato su Topolino un articolo e un fumetto dedicati al parco d’arte della Val di Fiemme.

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Installazione “Messa a Fuoco sul Latemar “di Marco Nones – Foto di Mauro Morandini – predazzoblog.it

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Hanno applaudito gli artisti anche l’assessore all’Ambiente della Provincia Autonoma di Trento Mauro Gilmozzi, il consigliere provinciale di Trento Pietro De Godenz, il presidente della Comunità Territoriale di Fiemme Giovanni Zanon. Fra i presenti anche l’economista di Intesa Sanpaolo Gregorio De Felice, convinto che RespirArt sia un valido esempio di quanto “la cultura crei economia”.

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Foto di Eugenio Del Pero

Mauro Gilmozzi e Pietro De Godenz – Foto di Mauro Morandini – predazzoblog

Durante la manifestazione Martina Pomari è stata chiamata sul palcoscenico del teatro creato da Marco Nones. La neolaureata, che ha meritato 110 con la sua tesi dedicata agli artisti di land art, ha dipinto nell’ultima pagina del suo elaborato un sogno personale, quello di realizzare un’installazione di land art che rappresenta la natura che osserva. Con sua grande sorpresa, Martina è stata invitata dai curatori del parco a realizzare la sua opera nell’edizione di RespirArt dell’estate 2018.

Martina Pomari a RespirArt 2017

La tesi di Martina Pomari – Foto di Eugenio Del Pero

Tesi Martina Pomari foto Nicole Delugan

Foto di Nicole Delugan

RespirArt Teatro del Latemar di MArco Nones FOTO Eugenio Del Pero

Foto di Eugenio Del Pero

Artisti RespirArt 2017 Foto eugenio Del Pero

Installazione Incontri reticolati di Simone Carole Levy a RespirArt Val di Fiemme foto Eugenio Del Pero.jpg

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Il pianista Christian Sauvage e l’artista Simone Carole Levy hanno improvvisato una canzone al termine del RespirArt Day.

Federico Seppi - Marco Nones -Beatrice Calamari - Maria Concetta Mattei RESPIRART 2017 val di Fiemme

Federico Seppi, Marco Nones, Beatrice Calamari e Maria Concetta Mattei

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Foto di Eugenio Del Pero

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Chi sostiene RespirArt?

RespirArt è sostenuta dalla società di impianti di risalita Itap di Pampeago, in collaborazione con Magnifica Comunità di Fiemme, Azienda per il Turismo Val di Fiemme, Trentino Marketing e l’azienda leader mondiale nella produzione di scarpette d’arrampicata, scarponi per l’alta montagna e abbigliamento sportivo La Sportiva di Ziano (con un punto vendita a Cavalese). È particolarmente importante il contributo degli Hotel amici di RespirArt: il Beauty & Vital Hotel Maria di Carano, l’Hotel Olimpionico di Castello di Fiemme, il Park Hotel Azalea di Cavalese, l’Hotel La Roccia di Cavalese, l’Hotel Shandranj di Stava di Tesero e l’Hotel Scoiattolo di Pampeago. RespirArt conta anche sul sostegno della Pizzeria Excelsior di Cavalese, del fotografo di Cavalese Eugenio Del Pero e del Consorzio Cembrani Doc che durante il RespirArt Day offre una degustazione dei vini della Val di Cembra.

COME SI RAGGIUNGE RESPIRART: Dall’autostrada del Brennero A 22, uscire a “Egna – Ora” e prendere la direzione Val di Fiemme. Arrivati a Tesero, si svolta a sinistra per Pampeago. Dal parcheggio di Pampeago, la seggiovia Agnello conduce nel Parco d’Arte, ogni giorno fino al 10 settembre (orari: 8:30-13:00, 14.15-17.30). La seggiovia è gratuita per i possessori della FiemmE.motion Guest Card.

Per raggiungere RespirArt a piedi, si parcheggia davanti alla stazione della seggiovia La Tresca di Pampeago. Quindi, si imbocca a piedi il segnavia 514 in direzione Baita Caserina (salita di circa 30 minuti).

Nel Parco sono presenti due rifugi dove è possibile gustare i prodotti tipici: il Rifugio Monte Agnello (tel. 0462 815030) e Baita Caserina (cell. 339 2109400). Chi arriva in seggiovia incontra prima il Rifugio Agnello. Chi arriva a piedi incontra prima Baita Caserina.

VISITE GUIDATE: Ogni sabato mattina sono organizzate escursioni guidate al Parco RespirArt da Obereggen, alle 9.30, e dal Rifugio Zisch di Pampeago, alle 10.15 (raggiungibile con la seggiovia Latemar). Il costo della visita è di 5 euro (impianti esclusi). Prenotare entro le 21.30 del giorno prima: sommer@obereggenski.com  – tel. +39 342 9238913.