Respirart Day 2019: meeting artistico per il 10° anno di Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO

Sabato 27 luglio 2019, alle 9.00, il Parco d’Arte RespirArt di Pampeago invita a passeggiare, in compagnia degli artisti, degli studenti delle Accademie di Belle Arti di Varsavia e Venezia e della giornalista Maria Concetta Mattei, fra 5 nuove opere d’arte ambientale ispirate alle foreste della Val di Fiemme, al gruppo dolomitico del Latemar, ai licheni e al geologo Dolomieu.

Amano la natura tanto da cercare di eguagliarne la bellezza. Amano la natura tanto da intrecciare con lei dialoghi artistici. Amano la natura così intensamente da lasciare che sia lei a decidere la durata di ciò che stanno creando.

Sono gli artisti di fama internazionale e gli studenti delle accademie d’arte europee che ogni estate creano opere nel Parco d’arte RespirArt di Pampeago, in Val di Fiemme, fra le Dolomiti del Trentino.

Sabato 27 luglio, alle 9.00, la festa itinerante RespirArt Day, presentata alla giornalista e conduttrice Rai Maria Concetta Mattei, rivela le cinque nuove opere create durante 11a Manifestazione internazionale d’arte ambientale RespirArt curata da Beatrice Calamari e Marco Nones.

L’evento si svolge fra i pascoli fioriti di Pampeago, camminando lungo un sentiero ad anello di 3 chilometri che collega il Rifugio Monte Agnello, a quota 2.200 m., e lo Chalet Caserina, a quota 2.000 m., al cospetto del gruppo dolomitico del Latemar.

Nel cuore del parco, di fronte allo Chalet Caserina, è esposto fino al 12 settembre un bronzo dell’artista architetto Carlo Ramous (1926-2003). L’opera “Dilatazione”, creata nel 1961, è stata prestata dal collezionista Walter Patscheider. Ramous è noto per le sue opere monumentali in bronzo: sono 19 solo a Milano.

Il RespirArt Day propone un Arteritivo della Cantina Endrizzi, una delle più antiche del Trentino, con un Trentodoc Piancastello Riserva 2014 che profuma dei boschi delle Dolomiti, perché il vigneto che guarda sulla Piana Rotaliana poggia su un terreno di matrice dolomitica, con una forte presenza di calcare che conferisce mineralità, freschezza, profumi eleganti e persistenti.

PRENOTAZIONI: L’escursione del RespirArt Day è libera e gratuita, basta prenotarsi inviando un messaggio al numero 335 1001938 o a respirartgallery@gmail.com entro il 26 luglio.

INFO: www.respirart.comwww.latemar.ithttp://www.visitfiemme.it; tel. 0462 813265

GESTI D’ARTE FIRMATI UNESCO

Il RespirArt Day 2019 è inserito nel calendario degli eventi che festeggiano i 10 anni di Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO. La Manifestazione è resa possibile grazie al sostegno della società Itap Pampeago, della Provincia Autonoma di Trento, della Magnifica Comunità di Fiemme, della Cantina Endrizzi e degli Hotel della Val di Fiemme amici del parco RespirArt, in collaborazione con la Fondazione Dolomiti Unesco, ApT Val di Fiemme, Trentino Marketing e Magnifica Comunità di Fiemme.

PRENOTATEVI

Ritrovo alle 9.00 davanti all’ufficio skipass di Pampeago. Quindi si parte alle 9.30 dal Rifugio Monte Agnello, all’arrivo della seggiovia Agnello di Pampeago. Il RespirArt Day è aperto a tutti ed è gratuito se si prenota alla e-mail respirartgallery@gmail.com o con un messaggio al numero mobile 335 1001938.

Gli artisti

L’edizione 2019 ospita l’artista svedese Hannah Streefkerk, apprezzata dalla critica per i suoi ricami di licheni adagiati sugli alberi, e l’artista pluripremiato per le sue opere di ceramica dedicate alle api Stanisław Brach, che lavora al fianco dei suoi allievi dell’Accademia d’arte di Varsavia Jan Jaworski Brach e Filip Musiał .

Hannah Streefkerk e Stanisław Brach

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Fra gli esponenti d’arte ambientale è presente il Gruppo Terrae, formato da Giuseppe Dondi, Alberto Larcher, Roberto Rossi e Fabio Seppi, che propone un’installazione dedicata alle foreste colpite dalla tempesta Vaia del 29 ottobre 2018 che solo in Val di Fiemme ha abbattuto un milione di alberi. L’opera invita a rispettare i fragili equilibri dell’ecosistema e al tempo stesso ad ammirare la forza di rinascita della natura. Intorno all’installazione, composta da abeti schiantati della Magnifica Comunità di Fiemme, una folla di piccoli alberi è già pronta crescere.

TERRAE Giuseppe Dondi, Alberto Larcher, Roberto Rossi e Fabio Seppi RESPIRART 2019

Gruppo TERRAE

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Una macchia di bosco abbattuto dalla tempesta Vaia nell’ottobre 2018 – foto Maurizio Tomè

È ospite della manifestazione d’arte anche l’artista di Riva del Garda Giovanni Bailoni che dedica un’opera al geologo e mineralista Déodat de Dolomieu (da cui è nato il nome Dolomia), in occasione del festeggiamento dei primi dieci anni di Dolomiti UNESCO. La sua installazione è creata assemblando le vecchie coperture di alcune baite dolomitiche.

Giovanni Bailoni

Inoltre, realizza il sogno di creare la sua prima d’opera d’arte ambientale la studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Venezia Martina Pomari. La sua installazione, fornmata da 18 betulle, invita l’uomo a guardare con gli occhi dell’albero.

Tesi Martina Pomari foto Nicole Delugan
Da sx Marco Nones Beatrice Calamari Martina Pomari e Maria Concetta Mattei RESPIRART 2017 predazzoblog-050.jpg

Da sinistra: Marco Nones, Beatrice Calamari,

Martina Pomari e Maria Concetta Mattei  – foto Predazzoblog

Molte opere di questo parco, in continua trasformazione, sono visibili anche durante l’inverno dalla pista da sci Agnello di Pampeago. Le opere di RespirArt sono affidate alla natura. Il sole, il vento, la pioggia e la neve mutano i loro colori, levigandone i contorni. Qualche installazione torna in breve tempo alla terra, qualcuna resiste alle intemperie d’alta quota per diversi anni.

Per i visitatori è l’occasione di godersi le emozioni che scatenano gli elementi naturali. E di meditare sul possesso, sul desiderio di permanenza, sull’istinto umano di opporsi ai cambiamenti.

INFO: respirartgallery@gmail.comwww.respirart.comhttp://www.latemar.it

respirart 2017 predazzoblog-084

LE 5 OPERE D’ARTE RESPIRART 2019

  1. “SIMBIOSI” DI HANNAH STREEFKERK

L’artista svedese Hannah Streefkerk, utilizzando un mestiere tradizionale come il ricamo, riproduce licheni su alberi e rocce imitandone le sfumature alla perfezione. Esplorando la fragilità della natura Hannah ricuce insieme la corteccia di alberi spinosi, ripara buchi nelle foglie e crea gusci protettivi per le pietre, affidando le sue creazioni all’erosione del tempo e dei processi naturali.

Attraverso le sue opere, Streefkerk osserva i fenomeni nella natura e con un tocco giocoso li traduce nel suo inconfondibile linguaggio artistico. Trova ispirazione nel modo in cui il muschio e il lichene si formano sulla corteccia e sulle rocce.

L’artista sembra dire che la natura, in tutte le sue sfaccettature, non finisce mai di stupire. Le sue opere sono metafore sulla nostra responsabilità di proteggere la natura e ridurre il nostro impatto sull’ambiente. Allo stesso tempo ci spingono a contemplare il nostro habitat. Notare le cose, fermarsi una volta ogni tanto. Il tempo e la certezza che tutto sia temporaneo sono aspetti della vita che accomunano l’ambiente e ogni essere umano. Hannah Streefkerk illustra delicatamente il passare del tempo, la crescita, il decadimento e il continuum della vita.

2.“POINT” DELL’ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI VARSAVIA

RespirArt diventa un vivaio d’arte con il progetto curato dal professor Stanisław Brach e creato dai suoi allievi dell’Accademia di Belle Arti di Varsavia.

Il professor Brach, nato a Gorlice, in Polonia, è un artista pluripremiato, noto per le sue esplorazioni del mondo delle api attraverso ceramica. A RespirArt lavora al fianco degli studenti Jan Jaworski e Filip Musiał.

“Point” è uno spazio vuoto autonomo. Ricorda una casa, una tenda, un focolare, un osservatorio, un rifugio.

È un punto fermo, stabile, che svetta fra cime da capogiro per ancorarci fra terra e

cielo. La struttura conica è basata sull’energia che c’è nella comunicazione in linea diretta tra terra e cielo. Indipendentemente dalla scala, ogni grande cosa, come la Terra stessa, in lontananza è solo un piccolo punto.

La struttura conica, creata con mattoni di abete schiantato della Magnifica Comunità di Fiemme, è basata proprio sull’energia che c’è nella comunicazione in linea diretta tra terra e cielo. Indipendentemente dalla scala, ogni grande cosa, come anche la Terra stessa, in lontananza è solo un piccolo punto. Il lavoro vuole essere solo un punto, una traccia lasciata dall’uomo.

La forma del cono è il risultato di una combinazione della forma organica del cerchio e della retta verticale in quanto vettore di crescita. L’installazione dà l’impressione di una forma stabile e statica che si staglia su un fondale roccioso dai contorni irregolari.

3. “29 OTTOBRE 2018” DEL GRUPPO ARTISTICO TERRAE

Il gruppo artistico trentino crea opere d’arte ambientale usando elementi naturali che il tempo e le intemperie riportano alla terra per ricomporre un ciclo senza fine. Giuseppe Dondi, Alberto Larcher, Roberto Rossi e Fabio Seppi propongono l’installazione “29 ottobre 2018” per ricordare la tempesta che ha abbattuto milioni di alberi nel Triveneto con un vento che in alcune cime ha sfiorato i 200 km/h. L’opera narra due forze della natura: quella distruttiva e quella creativa. Emergono infatti dalle rovine centinaia di giovani piante che esprimono un potente gesto di rinascita.

Guardateli questi alberi capovolti,

rami, tronchi e radici sono un immenso groviglio.

Guardatele queste piante antiche inginocchiate,

con le radici in cielo.

Il grande popolo degli alberi spazzato via dalla furia del vento.

Rimane solitario, in mezzo a tanta bufera, l’abete rosso.

Ha perso tutti i suoi rami, ma sulla cima

alcune gemme ingrossate aspettano la primavera.

Gruppo Terrae, gennaio 2019

4. “DEODAT DE DOLOMIEU” DI GIOVANNI BAILONI

L’artista di Riva del Garda Giovanni Bailoni dedica un’opera al geologo e mineralista Déodat de Dolomieu (1750-1801), da cui è nato il nome Dolomia. È un tributo ai primi dieci anni di Dolomiti UNESCO. Ed è una storia che nasce dalla passione di un nobile scienziato francese che mai avrebbe pensato di dare il nome a nove sistemi montuosi separati da montagne, fiumi e altri gruppi di montagne.

I 142mila ettari che formano il Bene UNESCO, dal 13 maggio 2010, costituiscono una sorta di arcipelago, distribuito su un’area alpina molto più vasta e suddiviso in cinque Province.

Oggi Dolomieu viene rievocato di fronte al massiccio del Latemar. Il monumento è creato con le coperture di alcune vecchie baite dolomitiche. Fra queste cime d’incanto, da custodire e conservare, l’artista si affida al riciclo che prolunga la vita dei materiali.

Le opere di Bailoni sono caratterizzate da una macchia di colore rosso ruggine che simboleggia il cuore e l’anima, a voler sottolineare che questi manufatti hanno una vita, nonostante siano creati con oggetti che vengono buttati. Secondo l’artista “questi materiali hanno un loro respiro e un impellente bisogno di rivelare”. Lui restituisce loro una voce, un eco fra le Dolomiti.

5. “MIRROR” DI MARTINA POMARI

Studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Venezia Martina Pomari di Dro, ha scritto una tesi sulla land art anche attraverso il ritratto e la narrazione delle opere di RespirArt. Nell’ultima pagina ha dipinto “Mirror”, un’installazione formata da betulle con lo sguardo umano. In fondo alla tesi ha voluto disegnare l’opera di land che un giorno avrebbe voluto creare. Quel giorno è arrivato. RespirArt l’ha invitata a liberare il suo pensiero nel parco.

“Mirror – spiega l’artista emergente – nasce da un profondo amore per la montagna, luogo di contemplazione della natura, specchio di ognuno di noi. L’albero, pur protetto dalla corteccia, è molto simile e vicino all’uomo. Anche il bosco guarda. Osserva il paesaggio circostante con occhi indefiniti, come quelli disegnati dai nodi delle betulle. Segue lo scorrere del tempo e delle stagioni. Ho voluto rendere questi occhi simili a quelli dell’uomo per favorire un processo di identificazione: ognuno potrà immaginare di guardare con gli occhi dell’albero”.

Pubblicato da respirart

art open air

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